Il mese di settembre è stato caratterizzato da una maggiore volatilità sui i vari mercati internazionali. Gli indici americani, dopo aver segnato nuovi massimi ad inizio settembre, hanno perso slancio; l’S&P 500 ha ceduto il ca. il 10% mentre il Nasdaq ha subito un ribasso dell’11.8%, dovuto essenzialmente al calo dei titoli tecnologici. Malgrado le recenti perdite l’S&P 500 si attesta ancora su i livelli di otto settimane fa. In Europa e in Asia, si è assistito di riflesso ad una flessione, seppur più contenuta, che si attesta attorno al -3% e -5%. Il listino Svizzero, grazie alla sua propensione difensiva, è rimasto pressoché invariato.

Questi ribassi sono riconducibili essenzialmente ad alcuni fattori già noti, come:

Incertezza in ambito politico

Incertezza relativa alle elezioni americane del 3 novembre e alla prospettiva di nuovi stimoli fiscali che negli Stati Uniti tardano ad arrivare. Sembra improbabile che il congresso raggiunga un accordo su un nuovo pacchetto di aiuti prima delle elezioni.

Casi di Coronavirus in aumento

La preoccupazione per la pandemia continua ad aumentare. I contagi stanno salendo in diverse economie avanzate e lo spettro di un secondo lockdown (seppur localizzato) potrebbe ulteriormente rallentare il già difficoltoso recupero dell’economia.

Settore tecnologico sotto pressione

Il settore tecnologico continua a perdere terreno e il Nasdaq ha sottoperformato il mercato complessivo. Le azioni tecnologiche potrebbero restare, nel breve termine, ancora sotto pressione. Molte di esse sono comunque esposte a tendenze strutturali che ne mantengono alta l’attrattività, soprattutto in ottica di lungo periodo.

I dati economici rimangono contrastanti. L’indice economico settimanale della Fed di New York, in forte recupero da maggio, ha registrato un andamento laterale a settembre.

Nel complesso pensiamo che il comparto azionario potrebbe comportarsi in maniera positiva nei prossimi mesi, aspettandoci comunque un andamento volatile dei mercati. Le banche centrali continueranno a fornire liquidità e per questo le azioni conserveranno la loro attrattività relativa rispetto ai rendimenti obbligazionari, che si mantengono sempre sui minimi storici. In abito medico ci aspettiamo ulteriori progressi per lo sviluppo di un vaccino efficace e sicuro contro il COVID-19. Queste attese sono corroborate dalle varie notizie di alcune aziende operanti nel settore della sanità, le quali sono già in fase avanzata per lo sviluppo di un vaccino. Ne è un esempio la Johnson & Johnson, un importante società americana, che ha da poco annunciato l’inizio di studi clinici di fase 3.

Rimaniamo inoltre ottimisti di un nuovo pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti, anche se difficilmente verrà approvato prime delle elezioni.

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