Nel mese di luglio i mercati finanziari globali hanno confermato la fase di rialzo, sostenuti da utili societari solidi, politiche monetarie ancora accomodanti e aspettative di nuovi stimoli fiscali. Tuttavia, dietro ai record di Wall Street e alla resilienza dei listini globali, persistono segnali di vulnerabilità legati a valutazioni elevate, tensioni geopolitiche e all’incertezza della politica commerciale statunitense.

Mercati azionari

Gli indici statunitensi hanno raggiunto nuovi massimi storici: l’S&P 500 ha chiuso il mese in progresso di oltre il 2%, il Nasdaq del +3,7%, trainato dai titoli tecnologici, con Microsoft e NVIDIA che hanno aggiornato le rispettive capitalizzazioni record. Anche i mercati emergenti hanno registrato buone performance, sostenuti dal rafforzamento della produzione industriale e dall’allentamento delle politiche monetarie, in particolare in Cina.

In Europa la dinamica è stata più contenuta: il DAX tedesco ha guadagnato l’1,7%, il CAC 40 francese l’1,4% e il FTSE 100 inglese il 4%, favorito dalla debolezza della sterlina e dalla solidità dei titoli difensivi. Anche in Asia si è osservato un andamento positivo: il Nikkei 225 ha chiuso a +2,7%, mentre il CSI 300 cinese ha registrato +3,4% grazie alle misure di stimolo del governo.

Il quadro complessivo resta però caratterizzato da livelli di valutazione storicamente elevati e da un crescente clima di euforia tra gli investitori retail. Indicatori di ipercomprato e segnali di trading speculativo suggeriscono prudenza: un eventuale storno sotto soglie tecniche rilevanti potrebbe costituire un primo segnale di inversione di tendenza.

Mercati obbligazionari

Luglio è stato un mese relativamente stabile per i mercati obbligazionari. I rendimenti dei decennali sono rimasti pressoché invariati: Treasury USA al 4,35%, Bund al 2,70% e BTP al 3,55%. Negli Stati Uniti, i dati sull’inflazione hanno mostrato un lieve rialzo (+2,7%), mentre in area euro il dato si è attestato al 2,0% (+2,3% “core”).

Il trading range dei rendimenti americani resta compreso fra 4,21% e 4,62%: una rottura al rialzo potrebbe spingere verso quota 5%. Intanto, gli spread creditizi si mantengono su livelli storicamente bassi, segnale che gli investitori non percepiscono imminenti rischi di recessione o di insolvenze diffuse. In questo contesto, il comparto investment grade appare più interessante rispetto al segmento high yield.

Politica economica e geopolitica

La politica commerciale statunitense continua a rappresentare un fattore di incertezza. Il recente accordo tra USA e UE ha evitato una guerra commerciale, ma a condizioni sfavorevoli per l’Europa, con nuovi dazi e impegni di investimento. Secondo le stime, tali misure potrebbero ridurre il PIL statunitense dell’1,4% nei prossimi anni, contro un -0,4% per l’economia globale.

Parallelamente, l’amministrazione Trump ha rafforzato la sua agenda economica con l’“OBBBA Act”, combinando sgravi fiscali, dazi e pressione sulla Fed per ridurre i tassi. La banca centrale, tuttavia, mantiene un atteggiamento prudente, e i mercati restano in attesa di possibili tagli nei prossimi mesi.

Valute, materie prime e asset digitali

Il dollaro ha recuperato terreno (+3,2% su paniere di valute), sostenuto dal miglioramento relativo dell’economia USA, penalizzando yen e sterlina. Il franco svizzero si è lievemente indebolito, favorendo gli esportatori locali.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha beneficiato di un incremento della domanda, mentre l’oro ha consolidato i livelli elevati raggiunti a giugno (USD 3.290 oncia), confermandosi bene rifugio in un contesto incerto.

Particolare attenzione al comparto digitale: il Bitcoin ha guadagnato l’8,3% e l’Ethereum quasi il 50%, trainati da nuove regolamentazioni che, pur presentandosi restrittive, rafforzano indirettamente il ruolo del dollaro come valuta di riferimento all’interno dell’ecosistema delle criptovalute.

Outlook

Nonostante il clima positivo di luglio, il rapporto rischio/rendimento degli asset rischiosi rimane sfavorevole. Le azioni continuano a presentare valutazioni elevate e forte esposizione a shock geopolitici e commerciali, mentre le obbligazioni offrono rendimenti più interessanti, soprattutto sul fronte investment grade e nei mercati emergenti.

Manteniamo quindi un approccio prudente. Riteniamo opportuno bilanciare i portafogli con strumenti di protezione e liquidità, al fine di cogliere opportunità selettive senza esporsi eccessivamente a un contesto che resta caratterizzato da incertezza strutturale e potenziali correzioni.